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Dall’epica alla storia… al segno nel cinema: Odyssey (2026)

L’attesa di uno dei film dell’anno, se non il film dell'anno, è finalmente

terminata. Odyssey è nelle sale ad aspettarci! Nel frattempo alcune

critiche, per aspetti non centrali al film, fanno il giro del web, però tutto

questo va a favore del film, perché fa solo che un’enorme pubblicità al

film di Christopher Nolan, facendo apprezzare sempre più l’opera di

Omero e il lavoro immenso che c’è stato dietro.


Non di certo spiegherò la storia di Ulisse e del suo immenso viaggio di

ritorno dalla guerra di Troia, però per arrivare alla centralità della trama

si parte da parole, simboli, inquadrature, frasi e rientranze che portano a

tutto l’aspetto che c’è dietro alla storia in sé e all’esecuzione della

stessa.


La parte registica la lascio per ultima e così partirei dal cast risultato

immenso singolarmente. Tutti portati allo stesso livello, anche chi ha

avuto ruoli meno centrali e secondari. Tom Holland, che nei panni di

Telemaco, è stato dominante nella parte presente alla vicenda e

nell’essere deciso per raggiungere il suo scopo. Robert Pattinson, che

comincia ad avere sempre più ruoli centrali coinvolgenti e anche qui,

nelle vesti di Antinoo, risulta accattivante e attraente nel suo

egocentrismo. Anne Hathaway, che nei film di Nolan possiede ruoli

portanti e come non poteva interpretare maestosamente Penelope e

così apprezzare sempre di più, personalmente, le doti di quest’attrice.

Zendaya, nel ruolo di Atena, che con poche parole e la sua presenza

improvvisa, completa un ruolo molto importante. Charlize Theron, che

nel ruolo di Calipso, accompagna Ulisse nella sua psiche e del fatto che

lui si spinga così altrove nel suo viaggio di ritorno e delle sfide che si

ritrova ad affrontare. Infine, cito Benny Safdie, nel ruolo di Agamennone

e per indossare un attraente e gigantesco costume, che ha qualcosa di

puramente epico e contemporaneamente azzeccato.

E poi, c’è lui, secondo me tra gli attori che vengono piú sottovalutati, ma

che ha sempre aiutato Hollywood, come si vocifera e Matt Damon, nei

panni di Ulisse, ha interpretato magari il protagonista in una veste e in

una dote caratteriale più contemporanea della visione classica epica ma

completando un’interpretazione più emozionante, diretta e coinvolgente.

Un’interpretazione ottima in tutti gli aspetti.


E ora i vari aspetti estetici, che sono stati elementi indispensabili per

questa vicenda scritturata da Nolan. Di solito, sono elementi che

tendenzialmente vanno in secondo piano, oppure si notano con

superficialità. Qui non puoi. Non devi. Il fatto che Nolan abbia ripreso in

pellicola IMAX 70mm è un punto innovativo di gran rilievo, per far sì che

il regista lasci un autentico stile di ripresa che si contraddistingue dai

classici prodotti cinematografici per tecnologia e identità. Il montaggio

curato da Jennifer Lame è amalgamato bene ed accompagna in piena

coerenza la vicenda. La fotografia curata da Hoyte van Hoytema è un

particolare che aiuta tutto l’impatto visivo rilasciato allo spettatore e ha

fatto sicuramente un ottimo lavoro soprattutto per la qualità del

fotogramma. La scenografia curata da Ruth De Jong, Larry Dias, Gene

Serdena si incrementa a tutto il lavoro scenico e di ripresa del film e di

tutto quello che va inquadrato e mostrato. E poi la colonna sonora curata

da un notevole Ludwig Göransson, che accompagna dignitosamente

tutte le scene e gli accadimenti all’interno del film, coinvolgendo sempre

più lo spettatore e risultando così parte integrante del film. Stessa cosa

vale per il suono, che lascia impresso nei timpani i dettagli sonori del

viaggio.


Un frame del film
Un frame del film


Bene, ora si parlerà di lui, Christopher Nolan, regista, sceneggiatore e

produttore del film. Nolan ha ridefinito, attraverso la sua regia e scrittura

ben nota, tutto ciò che bisogna fare per creare qualcosa di grande nel

cinema di oggi. Vuoi raccontare un’opera epica? Puoi farlo, ma devi

renderlo in modo che sia epico nella contemporaneità. Attraverso questo

è riuscito ad esaltare il mistero, la tattica, la paura, la sfida, lo scopo che

ogni singolo uomo si definisce nel corso del proprio viaggio. La sua

tecnica dei flashback improvvisi, aiutano e rischiano di ingannare lo

spettatore nella comprensione, come lo è stato anche per l’effetto

immediato nell’integrazione troppo diretta nella vicenda all’inizio, che a

me non piace, ma comprendo che sia un limite personale e non una

pecca registica. I flashback però, in questo caso, aiutano a completare la

storia del viaggio di Ulisse e di quello che era stata la Guerra di Troia e il

difficile ritorno ad Itaca. La regia è autentica insieme ad una scrittura

completa nello stile epico contemporaneo realizzato. Mi ha

entusiasmato, coinvolto e non ha pesato decisamente nella durata di

quasi tre ore di tutto il film. Bravura, anche in questo da parte di Nolan.

Comunque lo scenario d’ambientazione nelle isole della Sicilia, fa capire

come l’Italia (e non solo) offra degli scenari pazzeschi che il paese

stesso non è in grado di cogliere e usufruire al meglio e lasciare

impresso come anche il Belpaese sia stato impattante nel ruolo

ambientale ricoperto.


La regia ha racchiuso gli elementi e le argomentazioni dell’opera di

Omero e la contemporaneità dei temi affrontati, sia quelli rilevanti sia

quelli citati tra le righe. Tra creature spaventose ed elementi iconici

come il Cavallo di Troia, la storia prende vita in un perfetto equilibrio tra

azione, memoria e spirito di sopravvivenza. Il viaggio verso casa diventa

così un'avvincente sfida contro tutto e tutti, dove ogni ostacolo mette alla

prova la capacità di reagire e agire. Dai, scommetto che la scena di

Agamennone è stata la più bella per tutti, come la sua enfasi e il suo

costume quasi da supereroe.


Nolan è incredibile, è unico e lavora come si dovrebbe e ho apprezzato

tutto il film e il lavoro che c'è stato. Sporcandosi le mani in tutti i sensi

con il ritorno garantito allo spettatore che percepisce ciò che si aspettava

nella maniera più assoluta. Questa è storia del cinema, permettendo

l’incontro tra epica e contemporaneo e questo ne è l’esempio. Il cinema

diventa un mondo dove il dettaglio è più incisivo di una serie di battute e

monologhi, che ha accompagnato così tutta l’Odissea in stile Nolan.

1 commento


Daniele Fraschetti
27 lug

Un film che ha lasciato e lascerà un segno indelebile nella storia del cinema da qui e nei prossimi anni! Complimenti per l’ottima analisi💪🏻

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