Dall’epica alla storia… al segno nel cinema: Odyssey (2026)
- Valerio Sbaraglia

- 24 lug
- Tempo di lettura: 4 min
L’attesa di uno dei film dell’anno, se non il film dell'anno, è finalmente
terminata. Odyssey è nelle sale ad aspettarci! Nel frattempo alcune
critiche, per aspetti non centrali al film, fanno il giro del web, però tutto
questo va a favore del film, perché fa solo che un’enorme pubblicità al
film di Christopher Nolan, facendo apprezzare sempre più l’opera di
Omero e il lavoro immenso che c’è stato dietro.
Non di certo spiegherò la storia di Ulisse e del suo immenso viaggio di
ritorno dalla guerra di Troia, però per arrivare alla centralità della trama
si parte da parole, simboli, inquadrature, frasi e rientranze che portano a
tutto l’aspetto che c’è dietro alla storia in sé e all’esecuzione della
stessa.
La parte registica la lascio per ultima e così partirei dal cast risultato
immenso singolarmente. Tutti portati allo stesso livello, anche chi ha
avuto ruoli meno centrali e secondari. Tom Holland, che nei panni di
Telemaco, è stato dominante nella parte presente alla vicenda e
nell’essere deciso per raggiungere il suo scopo. Robert Pattinson, che
comincia ad avere sempre più ruoli centrali coinvolgenti e anche qui,
nelle vesti di Antinoo, risulta accattivante e attraente nel suo
egocentrismo. Anne Hathaway, che nei film di Nolan possiede ruoli
portanti e come non poteva interpretare maestosamente Penelope e
così apprezzare sempre di più, personalmente, le doti di quest’attrice.
Zendaya, nel ruolo di Atena, che con poche parole e la sua presenza
improvvisa, completa un ruolo molto importante. Charlize Theron, che
nel ruolo di Calipso, accompagna Ulisse nella sua psiche e del fatto che
lui si spinga così altrove nel suo viaggio di ritorno e delle sfide che si
ritrova ad affrontare. Infine, cito Benny Safdie, nel ruolo di Agamennone
e per indossare un attraente e gigantesco costume, che ha qualcosa di
puramente epico e contemporaneamente azzeccato.
E poi, c’è lui, secondo me tra gli attori che vengono piú sottovalutati, ma
che ha sempre aiutato Hollywood, come si vocifera e Matt Damon, nei
panni di Ulisse, ha interpretato magari il protagonista in una veste e in
una dote caratteriale più contemporanea della visione classica epica ma
completando un’interpretazione più emozionante, diretta e coinvolgente.
Un’interpretazione ottima in tutti gli aspetti.
E ora i vari aspetti estetici, che sono stati elementi indispensabili per
questa vicenda scritturata da Nolan. Di solito, sono elementi che
tendenzialmente vanno in secondo piano, oppure si notano con
superficialità. Qui non puoi. Non devi. Il fatto che Nolan abbia ripreso in
pellicola IMAX 70mm è un punto innovativo di gran rilievo, per far sì che
il regista lasci un autentico stile di ripresa che si contraddistingue dai
classici prodotti cinematografici per tecnologia e identità. Il montaggio
curato da Jennifer Lame è amalgamato bene ed accompagna in piena
coerenza la vicenda. La fotografia curata da Hoyte van Hoytema è un
particolare che aiuta tutto l’impatto visivo rilasciato allo spettatore e ha
fatto sicuramente un ottimo lavoro soprattutto per la qualità del
fotogramma. La scenografia curata da Ruth De Jong, Larry Dias, Gene
Serdena si incrementa a tutto il lavoro scenico e di ripresa del film e di
tutto quello che va inquadrato e mostrato. E poi la colonna sonora curata
da un notevole Ludwig Göransson, che accompagna dignitosamente
tutte le scene e gli accadimenti all’interno del film, coinvolgendo sempre
più lo spettatore e risultando così parte integrante del film. Stessa cosa
vale per il suono, che lascia impresso nei timpani i dettagli sonori del
viaggio.

Bene, ora si parlerà di lui, Christopher Nolan, regista, sceneggiatore e
produttore del film. Nolan ha ridefinito, attraverso la sua regia e scrittura
ben nota, tutto ciò che bisogna fare per creare qualcosa di grande nel
cinema di oggi. Vuoi raccontare un’opera epica? Puoi farlo, ma devi
renderlo in modo che sia epico nella contemporaneità. Attraverso questo
è riuscito ad esaltare il mistero, la tattica, la paura, la sfida, lo scopo che
ogni singolo uomo si definisce nel corso del proprio viaggio. La sua
tecnica dei flashback improvvisi, aiutano e rischiano di ingannare lo
spettatore nella comprensione, come lo è stato anche per l’effetto
immediato nell’integrazione troppo diretta nella vicenda all’inizio, che a
me non piace, ma comprendo che sia un limite personale e non una
pecca registica. I flashback però, in questo caso, aiutano a completare la
storia del viaggio di Ulisse e di quello che era stata la Guerra di Troia e il
difficile ritorno ad Itaca. La regia è autentica insieme ad una scrittura
completa nello stile epico contemporaneo realizzato. Mi ha
entusiasmato, coinvolto e non ha pesato decisamente nella durata di
quasi tre ore di tutto il film. Bravura, anche in questo da parte di Nolan.
Comunque lo scenario d’ambientazione nelle isole della Sicilia, fa capire
come l’Italia (e non solo) offra degli scenari pazzeschi che il paese
stesso non è in grado di cogliere e usufruire al meglio e lasciare
impresso come anche il Belpaese sia stato impattante nel ruolo
ambientale ricoperto.
La regia ha racchiuso gli elementi e le argomentazioni dell’opera di
Omero e la contemporaneità dei temi affrontati, sia quelli rilevanti sia
quelli citati tra le righe. Tra creature spaventose ed elementi iconici
come il Cavallo di Troia, la storia prende vita in un perfetto equilibrio tra
azione, memoria e spirito di sopravvivenza. Il viaggio verso casa diventa
così un'avvincente sfida contro tutto e tutti, dove ogni ostacolo mette alla
prova la capacità di reagire e agire. Dai, scommetto che la scena di
Agamennone è stata la più bella per tutti, come la sua enfasi e il suo
costume quasi da supereroe.
Nolan è incredibile, è unico e lavora come si dovrebbe e ho apprezzato
tutto il film e il lavoro che c'è stato. Sporcandosi le mani in tutti i sensi
con il ritorno garantito allo spettatore che percepisce ciò che si aspettava
nella maniera più assoluta. Questa è storia del cinema, permettendo
l’incontro tra epica e contemporaneo e questo ne è l’esempio. Il cinema
diventa un mondo dove il dettaglio è più incisivo di una serie di battute e
monologhi, che ha accompagnato così tutta l’Odissea in stile Nolan.




Un film che ha lasciato e lascerà un segno indelebile nella storia del cinema da qui e nei prossimi anni! Complimenti per l’ottima analisi💪🏻