Star Wars: e se la galassia «lontana lontana» non fosse poi così lontana?
- Ludovica Bernabei

- 16 mag
- Tempo di lettura: 3 min
È il 1977: dalla casa di produzione cinematografica nata nel 1971, la Lucasfilm, viene prodotto e rilasciato il film «Guerre Stellari: Una nuova speranza», in inglese «Star Wars: A New Hope» .
Nel corso della trilogia originale, che si concluderà nel 1983 con «Il ritorno dello Jedi» (Return of the Jedi), milioni di ragazze e ragazzi si sono appassionati all'universo stellare creato da George Lucas; molti di loro, inoltre, hanno intrapreso facoltà STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) proprio grazie alla saga: progetti di laurea o accademici legati alle famose spade laser, o alla scoperta di pianeti simili a quelli immaginati in Star Wars, come Kepler-16b, famoso grazie alla sua somiglianza con Tatooine, pianeta natale di Luke Skywalker.

L'universo di Star Wars è davvero così diverso dal nostro?
Amori, amicizie, guerre tra dittatori e ribelli. Siamo davvero così diversi da quella galassia lontana lontana?
George Lucas ha fatto un lavoro maestoso per quanto riguarda le citazioni e le metafore: un ragazzo spaventato cede al lato oscuro della forza, diventando il braccio destro dell'imperatore più temuto della galassia. Nonostante ciò, le forze ribelli sfidano con coraggio il dittatore: non vi ricorda qualcosa?
Certo, qualcuno dirà che Star Wars non è politico, che anzi è solo un film di fantascienza: eppure, Padmé Amidala, alla fine de «La vendetta dei Sith» (Revenge of the Sith), dopo che il senatore Palpatine si fa carico di tutti i poteri della Repubblica, diventando pertanto imperatore, commenta l'accaduto con «È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi».
Sotto scroscianti applausi, nell'aprile del 1924, il Duce ottiene l'appoggio del parlamento italiano, e del suo ex presidente del Consiglio, Giovanni Giolitti.
Come se ciò non bastasse, nei sequel di Star Wars torna la figura dell'impero, che costringe e risucchia l'entità delle forme di vita dei pianeti e le risorse dei pianeti stessi: Kylo Ren, figlio di Leia Organa e Han solo, inoltre nipote di Anakin Skywalker, Darth Vader, diventa Leader Supremo del primo ordine, ordine erede dell'impero di Palpatine e Vader. L'ordine si va a creare circa 30 anni dopo la caduta dell'impero, formato da ex-imperiali sopravvissuti alla battaglia di Endor e quella di Jakku. Cosa non aveva capito esattamente il popolo della galassia?
Dopo anni di regime di terrore, paura per l'impero e il suo imperatore, una volta diventati liberi, cosa esattamente aveva scatenato tutto questo appoggio per una forma di governo così simile all'impero?
Andrebbe chiesto lo stesso al popolo italiano, che dopo un ventennio di regime totalitario, appoggiò la candidatura in parlamento del Movimento Sociale Italiano, formato da ex Camerati.
Peraltro, i Jedi ribelli (e anche coloro che non erano Jedi, ma che appartenevano al gruppo dei ribelli), rappresentano i nostri partigiani, e soprattutto partigiane: donne come Leia Organa, figlia di Anakin Skywalker e Padmé Amidala, incarna l'ideale della donna emancipata e forte, come le partigiane della resistenza. Come Carla Capponi, partigiana dei GAP e ideatrice dell'attentato a via Rasella, Leia è colei che porta avanti la resistenza: senza di lei, probabilmente, Luke starebbe ancora cercando di capire cos'è la Morte Nera.
Può un film di fantascienza insegnarci qualcosa?
Dovrebbe farlo.
Ecco, se dopo 50 anni dall'uscita di Star Wars ancora discutiamo se sia o no un film politico, se stare dal lato chiaro o oscuro della forza ( senza dubbio,c'è chi si schiererebbe con i Sith) e se in fondo Darth Vader abbia fatto “anche cose buone”, allora no, non ci ha insegnato nulla, perché il modo più diretto per raggiungere le menti delle persone è farlo in maniera velata, facendo riconoscere il “cattivo” e il “buono”.
Ma se oggi la politica globale è dominata da tiranni e oligarchi, da primi ministri che in nome della guerra santa bombardano le scuole e gli ospedali, e da minacce a chi si rivolta a queste barbarie, cosa ci ha insegnato realmente?




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