La nuova crisi in Cisgiordania
- Ettore Ceccuti

- 19 ago
- Tempo di lettura: 1 min
Negli ultimi giorni si sono intensificate le tensioni in Cisgiordania, dove si registrano assedi ai danni delle comunità palestinesi, perpetrati da gruppi di coloni israeliani a Qusra e nei villaggi limitrofi.
Secondo le ricostruzioni, gruppi di coloni hanno bloccato le vie d'accesso, impedendo agli abitanti locali di accedere a beni di prima necessità come cibo e acqua, e interrompendo l'erogazione di energia elettrica.
L'obiettivo di queste azioni di disturbo e logoramento appare chiaro: spingere i residenti palestinesi ad abbandonare le proprie terre. Inoltre ai cittadini è stato impedito con la forza di rientrare nelle proprie abitazioni.

Tra le persone coinvolte vi è anche un cittadino con passaporto statunitense, un dettaglio che ha innalzato il caso a livello diplomatico internazionale.
L'episodio ha scatenato una dura reazione da parte di Washington. L’ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee, è intervenuto pubblicamente condannando l'accaduto. In un post pubblicato sulla piattaforma X, il diplomatico ha usato parole inequivocabili: "Le azioni di chi ha compiuto questo orribile atto di terrore, volto a intimidire e vessare questa famiglia, sono ripugnanti".
Nel frattempo, sul terreno, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) sono state schierate per difendere gli abitanti locali e fermare coloro che si sono resi protagonisti di queste incursioni violente e dei saccheggi, nel tentativo di ripristinare l'ordine pubblico in un'area altamente infiammabile.




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