PACE A GAZA: trovata l'intesa tra Israele e Hamas
- Stefano Fava

- 9 ott 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Dopo più di due anni di guerra finalmente si è giunti ad un accordo tra Israele e Hamas, si attende il cessate il fuoco

Dopo oltre due anni di attacchi a Gaza da parte di Israele si è giunti ad un accordo di pace "Israele e Hamas hanno entrambi sottoscritto la prima fase del nostro piano di pace. Ciò significa che tutti gli ostaggi saranno rilasciati molto presto e Israele ritirerà le sue truppe secondo una linea concordata, come primo passo verso una pace forte e duratura. Questo è un grande giorno” cosi annuncia al mondo la notizia il presidente statunitense Donald Trump.
IL "CESSATE IL FUOCO" ISRAELIANO
Netanyahu convocherà il gabinetto di sicurezza alle 14 (ora italiana) e il governo alle 15 per approvare l’accordo; il cessate il fuoco entrerà in vigore a Gaza dopo la ratifica dell’accordo da parte dal governo israeliano. In caso che il governo israeliano non approverà l'accordo non ci sarà un "cessate il fuoco".
COSA SUCCERDERA' ORA?
ecco cosa succederà ora dopo l'accordo
Entro 72 ore ostaggi liberi
In base alla proposta di Donald Trump per Gaza, gli ostaggi nelle mani di Hamas dovrebbero essere liberati entro 72 ore, vivi o morti, si legge nel piano del presidente americano pubblicato dalla Casa Bianca.
Israele rilascerà 250 palestinesi condannati all'ergastolo
In cambio della liberazione degli ostaggi israeliani, Israele libererà 250 prigionieri palestinesi condannati all'ergastolo e più di 1.700 cittadini di Gaza arrestati dopo il 7 ottobre 2023. Inoltre, per ogni ostaggio israeliano i cui resti saranno restituiti, Israele rilascerà i resti di 15 cittadini di Gaza deceduti.
Trump presiederà organismo transizione
Nel piano pubblicato dalla Casa Bianca si legge ancora: "Gaza sarà governata sotto l'amministrazione transitoria temporanea di un comitato palestinese tecnocratico e apolitico, responsabile della gestione quotidiana dei servizi pubblici e delle municipalità per la popolazione di Gaza. Questo comitato sarà composto da palestinesi qualificati e da esperti internazionali, con la supervisione e il controllo di un nuovo organismo transitorio internazionale, il ‘Board of Peace’, che sarà presieduto e guidato dal Presidente Donald J. Trump, insieme ad altri membri e capi di Stato che saranno annunciati, incluso l'ex Primo Ministro Tony Blair". Pare che in un primo momento Hamas abbia bocciato l'ipotesi Blair
La ripresa degli aiuti umanitari
Uno dei punti affronta anche il tema della ripresa degli aiuti umanitari a Gaza in collaborazione con le Nazioni Unite. "All'accettazione di questo accordo - si legge nel piano - gli aiuti saranno immediatamente inviati nella Striscia di Gaza. Come minimo, le quantità di aiuti saranno coerenti con quanto previsto dall'accordo del 19 gennaio 2025 riguardante gli aiuti umanitari, compresa la riabilitazione delle infrastrutture (acqua, elettricità, fognature), la riabilitazione di ospedali e panifici, e l'ingresso delle attrezzature necessarie per rimuovere le macerie e aprire le strade". "L'ingresso e la distribuzione degli aiuti nella Striscia di Gaza - continua il documento - procederanno senza interferenze da parte delle due parti, tramite le Nazioni Unite e le sue agenzie, la Mezzaluna Rossa e altre istituzioni internazionali non associate in alcun modo a nessuna delle due parti. L'apertura del valico di Rafah in entrambe le direzioni sarà soggetta allo stesso meccanismo previsto dall'accordo del 19 gennaio 2025".
Il ritiro di Israele da Gaza
Il piano di pace degli Stati Uniti prevede anche un ritiro graduale delle forze israeliane da Gaza e che le parti si accordino sulla tempistica. "Israele non occuperà né annetterà Gaza”, si legge ancora nel piano. "Con l'instaurarsi del controllo e della stabilità da parte delle Isf, Forze di stabilizzazione internazionale, le Idf, Forze di difesa israeliane, si ritireranno secondo standard, traguardi e tempistiche legate alla smilitarizzazione, concordati tra Idf, Isf, i garanti e gli Stati Uniti, con l'obiettivo di una Gaza sicura che non rappresenti più una minaccia per Israele, l'Egitto o i loro cittadini".
Hamas non avrà ruoli a Gaza

Nel testo viene ribadito che Hamas non avrà alcun ruolo, né direttamente né indirettamente", Gaza sarà "smilitarizzata" e "i partner regionali forniranno la garanzia" per assicurare che la "Nuova Gaza" non rappresenti più una minaccia.




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