Putin lancia l’allarme: riserve di carburante al limite e ipotesi di stop all'export
- Ettore Ceccuti

- 1 lug
- Tempo di lettura: 1 min
Ieri mattina, il leader del Cremlino ha confermato che la prolungata campagna di attacchi con droni ucraini contro le infrastrutture energetiche della Federazione Russa ha causato una drastica diminuzione delle riserve di prodotti petroliferi raffinati disponibili nel Paese.

Per la prima volta dall'inizio del conflitto, Mosca si trova a fare i conti con colli di bottiglia logistici e produttivi che rischiano di avere ripercussioni sia sul mercato interno, sia su quello estero.
Inoltre Putin ha ipotizzato l’idea della sospensione totale delle esportazioni di carburante verso i partner esteri per tutelare il mercato interno e garantire l'approvvigionamento logistico delle forze armate al fronte.
Al momento le riserve strategiche di prodotti raffinati; in particolare diesel e
benzina ammontano a 1,7 milioni di tonnellate, una cifra considerata pericolosamente vicina alla soglia di sicurezza per un Paese dalle
dimensioni e dalle esigenze della Russia.
Il vero ostacolo per Mosca non è la disponibilità di petrolio greggio, bensì la
capacità di lavorarlo poiché i droni di Kiev hanno preso di mira le torri di
frazionamento delle raffinerie, ovvero componenti ad alta tecnologia che la
Russia fatica a riparare o sostituire a causa delle sanzioni occidentali.
Inoltre, durante l’ultima conferenza stampa, il Presidente Vladimir Putin ha
Ribadito che gli attacchi gli attacchi non resteranno impuniti e che Mosca è
a iniziare gravi ritorsioni contro il regime di Kiev.




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