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Verso la pace in Iran: la condizioni di Teheran

Dopo quattro estenuanti settimane di guerra, l’Iran, coinvolto nel conflitto dopo aver subito il secondo attacco da parte di Stati Uniti e Israele in meno di un anno, ha posto sei condizioni per porre fine alle ostilità.

Al contempo, Donald Trump, sul social Truth, ha chiesto l’apertura dello stretto di Hormuz entro le successive 48 ore; ha inoltre avvertito che, in caso contrario, gli Stati Uniti attaccheranno le centrali elettriche iraniane.

La risposta dell’esercito di Teheran non ha tardato ad arrivare: “Colpiremo le infrastrutture energetiche e informatiche degli Stati Uniti”, riporta l’agenzia Fars, che cita il portavoce dell’esercito. Nel frattempo, un alto funzionario iraniano ha dichiarato che Teheran non è in alcun modo coinvolta negli attacchi missilistici contro la base anglo-americana di Diego Garcia. L’IDF, le forze di difesa israeliane, ha inoltre annunciato un’incursione nel cuore di Teheran attraverso raid mirati.

Tra le sei condizioni, secondo quanto riferito dall’agenzia Tasnim, l’Iran ha richiesto: garanzie affinché il conflitto non si ripeta; la chiusura delle basi militari statunitensi nella regione; un risarcimento per l’esercito iraniano; la cessazione di ogni guerra con i gruppi regionali affiliati all’Iran; l’introduzione di un nuovo regime giuridico per lo stretto di Hormuz; e il perseguimento penale, con eventuale estradizione, degli operatori dei media anti-iraniani.

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